Ormai è chiaro a tutti. Il mondo che stavamo vivendo fino a qualche tempo fa non è più … sostenibile !
Ci eravamo costruiti un “sovra strato” di economia virtuale e viziosa che ci si è improvvisamente riversata addosso. Per anni abbiamo creduto di poter fare delle scelte che ora non possiamo più permetterci, e che non possiamo più immaginare. Questa situazione rischia di intaccare non solo la nostra economia, ma anche il nostro modo di pensare, di vivere, di scegliere, in pratica … di essere !
Insomma, dobbiamo cambiare con il mondo, e anche in fretta, altrimenti le conseguenze potrebbero essere ancora più complicate. E’ arrivato il momento di “declinare” meglio questa situazione, e di focalizzare l’attenzione su altri aspetti che vivono di economia, che dipendono dall’economia, ma che non sono pura economia, e vanno affrontati con la stessa determinazione prima che si scoprano altre sorprese amare. Mi riferisco al tema della tecnologia, tanto cara a noi informatici. Perché non cominciare a fare delle analogie tra la bolla economica e la bolla tecnologica ?
Perché non immaginare che, se economicamente ci siamo illusi di poter vivere in un certo modo, anche tecnologicamente abbiamo immaginato di realizzare prodotti e/o piattaforme tecnologiche che fossero molto più “corazzate” in termini di funzionalità e prezzo di quello che era la reale esigenza del mercato ?
Perché non pensiamo che sia arrivato il momento di cambiare approccio e scelte tecnologiche ? E diciamolo che abbiamo un po’ “speculato” in virtù di una economia che andava a gonfie vele …….
Dobbiamo riflettere, e dobbiamo fare qualcosa affinchè la tecnologia torni ad essere “adeguata”, e quindi “sostenibile”, non più troppo ricca di funzionalità mai utilizzate, e non più troppo costosa rispetto ai tempi che stiamo vivendo e che presumibilmente vivremo nei prossimi anni. Dobbiamo ritornare a scegliere le cose con coraggio e competenza ! Ormai non conta più solo il brand e non ci possiamo più permettere di pagare troppo quelle tecnologie che ormai stanno diventando sempre più delle “commodity”.
Per andare sul pratico, facciamo l’esempio di un ambiente di Datawarehouse e degli ambiti tecnologici che compongono un Datawarehouse (Strumenti ETL, Prodotti di front-end, DBMS), in cui sarebbe utile limitare il più possibile il costo della tecnologia e favorire la qualità delle risorse in grado di implementare una infrastruttura che sia “realmente” a supporto del business e che possa “realmente” portare valore all’azienda. Troppe volte questi progetti si sono basati su tecnologie costose e hanno centrato una minima parte degli obiettivi iniziali, riducendo di conseguenza il valore potenziale offerto alle aziende.
Ovviamente, con questo non voglio dire che la soluzione relativa alla tecnologia sostenibile sia l’unica alternativa possibile, e non voglio neanche far credere che sia opportuno iniziare una migrazione di massa dalla vecchia, alla nuova era tecnologica. Sostengo che è arrivato il momento di fare delle scelte, anche coraggiose, ma necessarie, magari fatte con intelligenza, andando a sperimentare in piccoli dipartimenti aziendali, piuttosto che affiancare a quanto già in essere soluzioni tecnologiche alternative.
Un’ area aziendale “tecnologicamente sostenibile” è quanto un IT Manager, o un management aziendale moderno e cosciente, dovrebbe sforzarsi di creare al più presto all’interno della propria azienda, per dare il messaggio tangibile che la tecnologia non è esente dal contesto, si adegua alle necessità non solo funzionali ma anche economiche e, soprattutto, consente un “saving” di costi che potrebbe ridare vitalità e forza, nell’immediato, alle politiche strategiche aziendali.